Sono nata a Firenze in una splendida villa antica e pregiata su una delle colline prestigiose della città...pochi i ricordi o molti considerandone la pesantezza...
Ricordo una nonna altezzosa che usciva da un portone borchiato...uno di quei portoni così pesanti che ci vogliono almeno due persone per poterli richiudere alla sera...e di giorno sono sempre aperti...aperti su un cortile di Baccio d'Agnolo su cui si affacciano, ai suoi lati .altri portoni aperti su giardini all'italiana..sempre in ordine..sempre curati da mani operaie..
Mi ricordo. dicevo. la nonna altezzosa che usciva con me bambina per mano sulla piazza dal nome altisonante e dei contadini venirci incontro e baciare a lei la mano e anche a me, piccola...mi ricordo che ritiravo la mano vergognandomi a morte per un gesto altrui che già rifiutavo con tutta me stessa....come poteva mai una vecchia baciare la mano d'una bimba? Altri tempi...ma pur sono esistiti...
Mi ricordo un padre in divisa americana che faceva entrare tutti nelle "cantine" dopo la guerra, e nelle "stalle" dove alloggiavano i cavalli...e per "tutti" non faceva eccezioni di credo o bandiera...ma se litigavano tra loro, anche se ospiti, li ributtava fuori sulla piazza in malo modo e al loro destino....
Mi ricordo una grande cucina ove per ore aiutavo la servitù a pulire argenterie e ninnoli pur di non giocare da sola...pur di non passare le giornate da sola...
Mi ricordo una partenza frettolosa da quella dimora una sera sul tardi, raccontata poi in "Un disco prezioso" e il girarmi spesso verso quella "casa" che per anni non avrei più rivisto...
E mi ricordo me giovanetta ormai tornare in quel maniero ed una nonna sempre uguale, tra un lifting e l'altro, sempre altezzosa e fredda...ma dolce con me...e dei giovani a cui venivo presentata come una ragazzina adorabile...
"Adorabile io?" Io che ero diventata una selvaggia sui monti della Svizzera e che salivo su ogni albero che trovavo....per cercarmi e nascondermi una "tana" .... Mi ricordo me donna sposata già da molti anni andare in visita alla nonna con mio marito e il suo chiedere lungo la strada...
"E' quella la casa?" e il mio rispondere..."no..é un poco più grande" vergognandomi quasi...
E il continuo strada facendo di immaginare il posto in cui ero pur nata da parte di mio marito...e chiedere man mano che si incontravano case "un poco più grandi"...fino ad arrivare là...ad un portone borchiato...ancora aperto su un cortile antico dal cui ingresso si potevano ammirare i giardini e guardando oltre...il paesaggio stupendo di Firenze la Bella!

E mi ricordo una nonna morta ed un padre ed una madre a raccolta in un salone grande...una biblioteca in cui di soppiatto guardavo con ammirazione i libri antichi ben allineati...
Ero li di nuovo..con mio marito..con nostro figlio...e intorno a noi persone estranee che avevano nel frattempo, dai genitori, comperato parte degli alloggi e formare un piccolo condominio...
E mi ricordo una discussione per chi pretendeva di portare nel proprio spazio delle orce antiche con dei limoni sopravissuti...ed io che timidamente dicevo.. "Ma...forse..sarebbe meglio lasciarle in cortile...dove son sempre state..."
E mi ricordo uno schiaffo morale ricevuto in pieno petto più bruciante del fuoco di un vulcano:
"Zitta tu...non c'entri nulla..."

Già...non c'entravo nulla...li ero solo nata...




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