IMMAGINANDO




Scrissi questa pagina una sera in cui mi sentivo particolarmente sola....Pensai allora che pur di scrollarmi di dosso la malinconia sarei persino riuscita a fare un grande sforzo su me stessa per recarmi ad una immaginaria festa di cui conoscevo già la desolazione dei suoi dannosi componenti . E poi immaginai di essere emarginata lì, messa in disparte, per l'incomprensione, per il non comprendere, per il non condividere, per il sentirmi diversa...e immaginai che all'alba, finita la baldoria senza senso , almeno per me, sarei stata costretta a restare in un ascensore che mi avrebbe tolto del tutto il respiro se un "poeta" non fosse venuto in mio soccorso...


Immagina di essere stato catapultato, tuo malgrado, nel bel mezzo di una festa chiassosa Il salone, nel quale ti ritrovi, pullula di persone. Alte, basse, goffe, bellissime, insignificanti ecc. Tu non ci saresti voluto andare, tanto già ne conoscevi, per grandi linee, le componenti. Saresti voluto rimanere nella tua solitudine, al calduccio e al riparo, con un buon bicchiere di vino in mano, una musica di sottofondo del tuo autore preferito, magari una suite o un preludio, il tuo libro di poesie tra le mani e i sogni nella mente a ballare la loro solitudine.

Ma per compiacere qualcuno, o per scuoterti dal torpore o persino per un senso di autolesionismo psicologica, tu ci sei andato a quella festa ed ora fai finta di niente, e dal tuo angolino osservi critico.

C'è un gran frastuono, tutti parlano insieme, le voci si accavallano, dei vari gruppetti di persone si radunano tra loro, e i discorsi che senti sono quelli di sempre. Le difficoltà della vita, del lavoro, delle proprietà, del fatturato, dei bambini che si vedono raramente, dei figli scappati di casa e di tutte le frustrazioni della vita. Non solo,ma molti cercano di emergere gli uni sugli altri e allora inventano, intrigano, ingannano, sparlano e per sembrare perlomeno alla page, simulano il tutto sotto forma di barzellette, di storielle, di pacche sulle spalle reciproche, tra gli uomini, bacini a guance appena sfiorate tra le signore.
Qualcuno ti si avvicina, guarda con stranezza alla tua solitudine, al tuo sguardo dolce, al tuo sorriso offerente. E tu lo accetti contento di poter comunicare infine e accenni ad un disco di Chopin, dimenticato acceso sul pick up di casa tua uscendo...Al che il tuo interlocutore ti guarda strano, ti dona una frase adulatoria tipo: "Anch'io adoro il classico! Chopin poi è il mio preferito" e scappa nuovamente tra la folla a fare baldoria e confusione.

Quella baldoria e confusione che alla fine farà scoppiare solo un mal di testa generale.

Ora immagine che alla fine della festa, tu rimani prigioniero nell'ascensore con alcune persone. Sapete tutti benissimo, a questo punto, che non ci sarà via d'uscita per voi e per le prossime ore. Non vi rimarrà altro da fare che aspettare i soccorsi e ben sapete che ci vorrà parecchio tempo.

Allora vi sedete tutti sul piancito e tu pian piano inizi ad esprimere un pensiero profondo, e come per magia, un altro ti seguirà ed un altro e altra ancora. Fino a quando la vostra anima si aprirà , si libererà e vi troverete uniti e forti e validi.

Scoprirete allora che i sentimenti veri ci sono nel profondo di ognuno di voi.

E che per merito di una sola persona, i vostri pensieri , le vostre domande interiori fin qui rimaste sepolte, la ricerca dell'esistenza della vostra anima, e tutto ciò che faceva parte di quell'angolino personale nascosto all'interno di voi , solo adesso, escono dal profondo dell'inconscio a cercare aria, e porre, confidandola agli altri finalmente, la domanda sul valore della propria esistenza.

A creare tutto ciò, miracolo della comprensione del proprio vivere e di quello altrui ,però sono occorsi due fattori: un gruppetto di persone "chiuse" loro malgrado all'interno di un ascensore in panne e un
"poeta"
tra loro, che tutto ciò lo aveva già, per conto suo compreso! .




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