Curzio Malaparte

 

 

 

 

 

 

Curzio...una amicizia durata nel tempo per la mia famiglia. Per John una amicizia fino all'ultimo respiro quasi del suo amico fraterno.

Di Curzio John scriveva:

Un'amicizia annosa mi legava a Malaparte, ed era con grande tristezza che mi recavo alla Sanatrix, dove il "maledetto toscano" si trovava ormai vicino alla morte.
"Visite brevi, mi raccomando" mi disse il dottore dinanzi alla porta della sua stanza "Non si deve assolutamente affaticare".
Ma trovai Malaparte in buona disposizione di spirito, e si mostrò molto lieto nel rivedermi. Con l'umorismo che non gli veniva mai meno, mi apostrofo':
"John sei venuto come amico, o come giornalista per avere un'intervista con Malaparte morente?"
Ero a dir poco imbarazzato, ma egli proseguì:
"Prima parliamo un poco e poi, siccome ti conosco troppo bene, vai giù che senz'altro avrai portato quel tuo registratore con te...".

 

 

 

 

 

"Noi giornalisti, sempre protesi verso la notizia sensazionale, verso la critica, non ci rendiamo conto di quanto male facciamo. Bisognerebbe essere più buoni verso il prossimo..."
E Malaparte, l'ateo dichiarato, cominciò a parlarmi di Dio, che era convinto avrebbe tra non molto raggiunto, dando così ragione a coloro che hanno creduto ad una sua conversione.

Prima che lo lasciassi, volli che gli dessi la penna che teneva sul tavolino da notte, e mi fece una dedica su una fotografia.
Poi mi disse:
"John, per cortesia, sottoterra questa penna che non mi servirà mai più".
Chissà se il giardiniere della clinica Sanatrix avrà mai rinvenuto quella penna, che io volli sotterrare lì,presso il cancello?

Scesi effettivamente a prendere il registratore che avevo lasciato in macchina, e quando tornai da lui, era abbandonato nel letto, per un'iniezione propinatagli. Raccogliendo le poche forze rimaste, dopo un istante di silenzio, si tirò su e mi disse:
"Ecco, ora sono pronto".
Fu così che mi confessò il suo rimpianto per una vita che si, gli aveva portato il successo, ma considerava spesa male, una vita in cui aveva fatto più male che bene, tanto con i suoi scritti che con le sue personali azi